Da Furnari a Roccella Valdemone

Borghi antichi a presidio di un paesaggio bucolico

FURNARI fu un centro concesso dai sovrani svevi e aragonesi al nobile feudatario da cui prende il nome. La Chiesa Madre presenta buone tele seicentesche, un dipinto su tavola dei primi del ‘500, un Ecce Homo e un Crocifisso attribuiti a fra’ Innocenzo da Petralia. Notevoli sono pure le chiese di S. Antonio (statua di S. Filippo d’Agira), di Gesù e Maria (dipinti settecenteschi), dell’Annunziata (quadro della Madonna del Carmelo).

 

Si risale per la strada che si collega a TRIPI, pittoresco paese aggrappato all’aguzzo colle su cui sorgono i resti del Castello, in prossimità del sito della greca Abacena (scavi di una Necropoli monumentale in contrada Cardusa). Prima di giungere in centro si attraversa la contrada Casale, con la chiesa del Rosario in cui si conservano pregevoli opere (statue, acquasantiera, tele con soggetti carmelitani); in paese, la Chiesa Madre ospita diverse opere d’arte, tra cui vanno ricordate le statue di S. Giuseppe, dell’Immacolata e di S. Vincenzo, l’antico busto in terracotta con la Madonna del Capello, il settecentesco Ciborio a tempietto, in marmo alabastrino.

 

Su alcune groppe collinare sorge BASICO’, sviluppatasi nei pressi di un antico monastero di Clarisse, non più esistente, con l’edificio del Palazzo Baronale nella parte alta dell’abitato; nella Chiesa Madre, dalla facciata rifatta “in stile” alla fine dell’Ottocento, si conservano per lo più opere sei-settecentesche (un Crocifisso, la statua di S. Maria di Basicò, dipinti con la “Pietà” e con la “Madonna del Rosario”). Altro edificio notevole è la chiesa di S. Biagio, con altare di fondo barocco (1782) contenente la statua del Santo Vescovo.

 

A pochi chilometri sorge MONTALBANO ELICONA, con bel centro storico disposto intorno al Castello fondato da Federico d’Aragona e alla Matrice. Nella piazza principale sorge il Municipio, che occupa l’antico Convento domenicano, cui si affianca la Chiesa; in essa è ospitata la venerata statua della Madonna della Provvidenza, festeggiata ogni anno con grande pompa. Salendo verso la parte vecchia si incontra la trecentesca chiesa di S. Caterina, con immagine in marmo della Santa alessandrina e si arriva al Castello, palazzo di massicce proporzioni edificato attorno ad una torre più antica, ancora visibile sul rilievo roccioso che si apre sul cortile, così come la Chiesa, di forma cubica e sormontata da cupolino (tracce di affreschi). Nei grandi ambienti, restaurati, sono alloggiate interessanti collezioni (armi e armature, strumenti musicali). La Chiesa Madre presenta tre navate di stile corinzio e opere varie; nelle navi laterali si allineano interessanti dipinti; nel cappellone a destra si conserva un altare ligneo che comprende la statua marmorea gaginesca di S. Nicola (1587); l’altare maggiore è sormontato da una macchina lignea barocca del 1680, comprendente statue di Apostoli e il dipinto cinquecentesco con l’Immacolata; la Cappella del Sacramento ha sull’altare un cinquecentesco ciborio in marmo; nella navata sinistra si apre la Cappella con un bel Crocifisso ligneo del Primo Cinquecento.

 

Scavalcando Portella Zilla, si scende fino a ROCCELLA VALDEMONE, cittadina originatasi nel periodo normanno, a guardia della Valle dell’Alcantara e in vista dell’Etna. La Chiesa Madre, dall’elegante interno di forme rinascimentali, possiede alcune belle tele dei secoli XVII e XVIII, un Crocifisso ligneo e, nella cappella a sinistra del presbiterio una notevole Cona marmorea di Antonello e Giacomo Gagini (1526-40) con il Presepe e i santi Nicola e Giovanni Battista.  Una delicata Madonna col Bambino gaginiana è inoltre nella Chiesa della Madonna dell’Udienza, in prossimità del distrutto Castello.